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Pratola News - November 2010   courtesy Prof. Mauro cianfaglione

William all’organo

 Un caro grazie al nostro organista William Di Luzio che collabora alle funzioni religiose arricchendo la messa con le note del magnifico organo

Much thanks to organ player William Di Luzio, who collaborates on religious functions, enriching mass with the notes from a magnificent organ.

Un pratolano a capo del “ Festival Organistico Internazionale di Morges”

 Il maestro Stefano Faggioni , che opera da alcuni anni in Svizzera, è il direttore artistico della AOMR - Associazione Amici dell'Organo della regione di Morges.   “Questa associazione- dichiara Stefano-è di recente creazione e si propone di far conoscere ad un vasto pubblico la musica per organo suonata su strumenti antichi e moderni “. Complimenti al nostro organista che sta proponendo un festival di grande spessore artistico con illustri maestri internazionali valorizzando a livello mondiale la cittadina di Morges..

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Maestro Stefano Faggioni who has been working in switzerland for a few yearsis the artistic directo of AOMR (association - Friends of the Organ) in the Morges region. "This association - declares Stefano, is newly created and proposes to introduce organ music played on modern and ancient  instruments to a wide audience." Congratulations to our pratolano organist who is organizing a festival of great artistic depth with illustrious international artists highlighting the town of Morges on a global  lelvel.

Da OTTAWA 1000 DOLLARI PER LA CHIESA (FOTO2168 + NOTTE DI NATALE)

Ancora un contributo da Ottawa per la riparazione del nostro Santuario. Il presidente del club Rocco Petrella, da anni impegnato a mantenere vive le nostre tradizioni (quest’anno ha anche organizzato il raduno dei pratolani delle americhe) , ha raccolto il contributo mostrando ancora una volta la devozione alla nostra Madonna e l’attaccamento a Pratola. Grazie dai pratolani a Rocco .

 

Another contribution from Ottawa towards the repairs of our sanctuary. club president Rocco Petrella, working hard over the years to hel maintain alive our traditions (this year he organized the  Pratolano Interstate Picnic) has raised  more contributions showing once again the devotion for our Madonna and  attachment to Pratola. Thank-you to Rocco and the pratolani community of Ottawa.

SCACCHI: ALLA IV TAPPA DEL CHALLENGE GIOVANI SUCCESSO PRATOLANO

Nelle sale di Palazzo Colella si è tenuto un torneo di scacchi che ha visto la partecipazione di molti atleti. Al termine degli incontri nella classifica finale ai primi tre posti sono risultati tre pratolani (nelle foto): Palombizio, Pizzica e Cutarella . Il torneo, curato da Cesidio Pizzoferrato (sempre pronto ad organizzare manifestazioni utili ad aumentare il prestigio pratolano) e da Gino Di Giovanni ( infaticabile nel lavoro di avviamento agli scacchi), fa parte di un girone che abbraccia i migliori club scacchistici abruzzesi come Penne , Pescara, Chieti, ecc.

A chess tournament was held a palazzo Colella hosting many participants At the end of the matches the first three positins were held by  pratolani   Palombizio, Pizzica and Cutarella. (see photos) The tournament was organized by Cesidio Pizzoferrato (who is always ready to organize events to augment the prestige for pratola. and by Gino Di Giovanni (untiring in his effort to promote chess) who belongs to a  circle of Abruzzese chess players  encompassing Penne, Pescara, Chieti etc.

Le Checocce di Rosina Carducci 

La troupe di Rosina Carducci ha divertito a più non posso la platea proponendo, all’oratorio, una parodia di una serata pratolana di oltre 60 anni fa , con particolare riferimento a quella usanza diventata oggi halloween .   A rendere più interessante la serata c’è stata l’esposizione delle zucche lavorate dai bambini della scuola dell’infanzia . I lavori proposti sono stati tutti apprezzati dal pubblico accorso numeroso a questo avvenimento. Alle maestre della Scuola dell’Infanzia un caro grazie per la collaborazione che ha arricchito la serata di arte e fantasia. Per ringraziare Rosina ed i suoi amici della compagnia teatrale , proponiamo poche righe di Antonio De Nino risalenti al 1879: “ molti usi popolari che cominciano a parere strani alla generalità…/…servono ora quale anello di congiunzione tra la civiltà antica e la moderna”. Quindi ben fanno “gli amici di Renzo “ a proporre questo tipo di cultura dai significati profondi e divertenti ,anche se (scherzosamente) un po’ troppo …rumorosi. (Un caro grazie a Sabrina l’estetista per le foto fornite).

Rosina Carducci's crew entertained the audience to the fullest at the auditorium with a parody of an evening Pratolano of more than 60 years ago,  with particular reference to a custom known today as Halloween. To spice up the evening there was a display of pumpkins carved by children in kindergarten whose works was much appreciated by the full house in attendance. A big thanks to the kindergarten teachers for their assistance in enriching the evening with fantasy art. To thank Rosina and her associates, we quote a few lines from Antonio de Nini dating back to 1879 "many popular customs that begin to appear strange opinion to the general public... / ... now serves as a link between ancient and modern civilizations" Hence it's good of "Renzo's friends" to propose this type of culture with deeper meanings and entertaining even if (tongue & cheek) a bit loud. (Special thanks to Sabrina the esthetician for her photos)

Ada Cianfaglione in visita a Pratola ( foto 6292).

E’ tornata per salutare i parenti ed amici Ada Cianfaglione. Ada in Francia dirige l’associazione “Temps libre au fèminin” da molti anni ed organizza gite internazionali ricevendo apprezzamenti dai soci e dai politici francesi. Sempre impegnato nel sociale e per portare in alto il nome di Pratola.

Ada Cianfaglione returned to greet relatives and friends. In France she heads the association "Temps Libre au Féminin" for many years, she organizes international trips much appreciated by her peers and French politicians. She is always involved in social functions and to promote Pratola.

Calcio: le 4 squadre locali volano alto

 Le nostre squadre di calcio , due impegnate col calcio a 5 e due col calcio ad 11, stanno lavorando bene ottenendo buoni risultati. In più si portano dietro una marea di ragazzi impegnati nei vari campionati di categoria. Sono oltre 200 i piccoli campioni che corrono sui campi di calcio. Nel campionato di prima categoria la US Pratola calcio 2010 occupa il terzo posto , la ASD Valle peligna nel campionato di seconda categoria è al secondo posto. Segno questo dell’impegno degli atleti e tecnici e soprattutto dello staff dirigenziale che lavoro molto per far emergere il calcio cittadino. Da una parte Alberto Panella, dall’altra Massimo Puglielli, questi dirigenti stanno riuscendo a portare avanti due campionati che a livello economico sono molto onerosi. Per il calcio a 5 complimenti a mister Sergio Polce ed a Matteo Margiotta per l’impegno a favore dello sport pratolano che allarga le possibilità dei giovani di fare sport.

Our soccer teams two of which play 5 man soccer, are performing well with good results. In addition they bring with them a lot of  guys involved in various  championships. There are as many as 200 young champions running on the soccer fields. US Pratola calcio 2010 are third in the category 1 and ASD Valle Peligna is in second place in category 2 This is

a sign of the commitment  by the players and managerial staff who work hard to bring out the best in sport.. On one hand we have Alberto panella and on the other Massimo Puglielli, these managers are succeeding in carrying two championships which in these economic times is burdensome. Compliments to Sergio Polce and Matteo Margiotta for their commitment to 5 man soccer  that broadens the possibility for pratolano youth to play sport.

Festa delle castagne

Scampagnata autunnale di Marcello e Diana alla sagra delle castagne di Canistro.

Fall outing for  Marcello e Diana at the Chestnut Festival in Canistro.

Calcio al passato: Rino Rosato …un bomber eccezionale (foto rino rosato calcio + rosato calcio)

Parlare di calcio del passato vuol dire ricordare quei tanti atleti pratolani che hanno portato in alto il nome di Pratola. Uno dei migliori è stato senza dubbio Rino Rosato che ha anche militato nel Sulmona e nel Teramo…quel Teramo che sfornò tanti calciatori passati in serie A. Rosato è stato invitato alla Scuola Media per parlare del “suo” calcio ai ragazzi rimasti entusiasti nell’ascoltare il racconto della sua vita calcistica e del calcio pratolano. Rino ha ripercorso la sua vita calcistica dalle squadre minori fino a vestire la maglia del Teramo, per poi tornare a chiudere la carriera a Pratola regalando tanti gol e tante emozioni ai tifosi pratolani. Le foto nella pagina sono state fornite dal bomber

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When talking about soccer of the past it would mean remembering many pratolani players who brought Pratola in the forefront. Surely one of the best was Rino Rosati who also played for Sulmona and Teramo (the Teramo that produced many past players for serie A) Rino was recently invited to talk about soccer to middle school students who were delighted to listen to the story of his soccer career as well as Pratolano soccer. Rino retraced his life coming up from the minor teams up to wearing the shirt for Teramo and later returning to Pratola until retirement where he delighted many fans with his goal scoaring plays. The photos were provided by the bomber.

Manifestazione del 4 Novembre

 La manifestazione del 4 novembre, tenutasi domenica 7 per far partecipare più gente, ha visto una grande partecipazione. E’ sembrato un risveglio verso i valori. Del 1918, con la vittoria italiana che fece segnare l’armistizio, ci restano le cifre: 700.000 morti e oltre 1 milione di feriti solo tra le fila italiane. In ricordo di queste vittime e per onorare le nostre Forze Armate Italiane impegnate in più fronti per aiutare i popoli oppressi, i cittadini pratolani hanno risposto in tanti. Il corteo con gli alpini, le forze dell’ordine, le associazioni e l’amministrazione comunale, ha raggiunto il Santuario dove il parroco ha celebrato la santa messa. Dopo la funzione il corteo ha raggiunto i due monumenti dove Il sindaco Antonio De Crescentis ha deposto le corone di fiori ricordando i valori dell’unità d’Italia. Una manifestazione importante …Lungo il tragitto, da un balcone sventolava la bandiera italiana esposta da Mario Giovannucci.

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The November 4th rally, held on Sunday the 7th to allow more people to participate, saw a great turnout. It 'seemed a revival of the values. of the Italian victory in 1918 resulting in the signing the armistice, we are left with the numbers: 700,000 people dead and more than 1 million injured in the Italian side only. In memory of these victims and to honor our Italian Armed Forces engaged in several fronts to help the oppressed peoples, the Pratolani citizens have responded en masse. The procession with the alpine troops, the police forces and the  municipal delegation, reached the sanctuary where the priest celebrated the holy mass. After the service the procession reached the two monuments, where Mayor Antonio De Crescentis laid the wreaths in remembrance of the values of the unification of Italy. A major event ... Along the way,  the Italian flag  displayed by Mario Giovannucci from his balcony.

Pratola, Cernusco. Fratelli d’Italia.

“Io sono Pratolano”.

Questa la frase che, di cuore, ho pronunciato al pranzo con gli amici Avisini di Pratola e di tutta la valle, che insieme ai componenti della Giunta municipale festeggiavano con noi i venti anni dell’associazione.

La visita, una settimana dopo la celebrazione del 55esimo anniversario di Avis Cernusco, ha significato una volta di più il rinsaldarsi di una amicizia che si è estesa da Avis alle comunità cristiane, alle amministrazioni civili, ai responsabili delle scuole per i più piccoli.

E’ ancor oggi sorprendente vedere da un male grande come il terremoto nascere e crescere con pazienza e tenacia una amicizia fraterna, una solidarietà intelligente, un rapporto di reciproca conoscenza e sostegno vicendevole. Almeno, ci proviamo.

Quando il vostro sindaco, Antonio, il 30 ottobre mi ha accolto non con un “benvenuto” ma con un “bentornato”, mi sono accorto che aveva ragione.

Bentornato si dice a chi arriva a casa.

E ormai io, a Pratola mi sento a casa, e come casa mia la voglio fare crescere e prosperare, per quanto con gli amici Cernuschesi saremo capaci di fare.

Credo che anche Antonio, Guerino, Sergio e tutti gli altri che sono venuti nella mia città in Lombardia, Cernusco, si siano sentiti a loro volta un po’ Cernuschesi.

A chi c’era non ho bisogno di ricordare, e a chi non c’era vorrei riuscire a trasmettere il calore e l’abbraccio di oltre cinque minuti di applauso, in piedi, con cui gli Avisini e i Cernuschesi accolsero, il 7 marzo di quest’anno, l’ingresso della delegazione di Pratola che portava in dono l’altorilievo della facciata del Santuario della Madonna della Libera, a quel tempo ancora inaccessibile.

E che gioia entrare lo scorso agosto, e ritornare il mese passato, nel vostro Santuario messo in sicurezza, e che speriamo presto del tutto restaurato. Già dalla comunità cristiana di Cernusco, grazie alla sensibilità di don Ettore e di don Andrea e alla generosità dei Cernuschesi, è giunta una prima offerta.

Ci siamo presi a cuore la “Libera”, il vostro asilo nido, la vostra comunità cittadina come se fossero la nostra chiesa, la scuola dei nostri bambini, la nostra amata Cernusco.

Non so ancora quanto potremo fare, se poco o tanto.

Di certo lo faremo con amore. Per le persone di Cernusco e di Pratola, affratellate nel momento del dolore, in quello della reazione, nella quotidiana operosità e nella speranza ragionevole di chi si dà da fare.

Fratelli di Cernusco, di Pratola.

Fratelli d’Italia.

Carlo Assi

-	La foto di gruppo dei Gruppi Avis presenti alla Celebrazione Eucaristica nel Santuario della Madonna della Libera. Spiccano i labari del folto numero dei Gruppi Avis abruzzesi presenti, oltre a quelli di Pratola e di Cernusco.

-	Lo scambio dei doni tra le delegazioni Avis di Pratola e di Cernusco che sanciscono così il loro gemellaggio

LE UERRE PRATULANETRATTO DAL LIBRO “LA SCHIAVONIA” di Antonio Brandolini (un piccolo omoaggio alla memoria di un grande pratolano morto a L’Aquila) Nei primi anni della decade 1930-40, se la memoria non m’inganna credo nel 1933, si verificarono in Pratola alcuni eventi molto importanti, primo fra tutti l’inaugurazione del nuovo edificio scolastico di Piazza Indipendenza. In questo enorme stabile vennero poi trasferite tutte le innumerevoli classi elementari sparse un pò qua un pò là per tutto il paese.

Questo imponente immobile, composto di circa una trentina di ampie aule, molto luminose e salubri, fornito di ogni comfort moderno per quei tempi, dotato di impianto di riscaldamento centralizzato (termosifone), completo di accessori complementari quali palestra per le esercitazioni ginniche, uffici per la segreteria e per la direzione didattica, nonché alloggi per i bidelli, sorse perché voluto dal governo dell’epoca, il quale, appena al potere, ebbe subito a cuore l’istruzione della gioventù, dando a ciò priorità assoluta.

            L’insediamento delle scuole nel nuovo edificio risolse finalmente l’annoso problema scolastico che si trascinava da decenni, con piena soddisfazione della cittadinanza e delle autorità.

            Io, in quell’epoca, frequentavo la seconda classe e non mi parve vero trovarmi in quella bella scuola, comoda e soleggiata, dotata delle moderne strutture necessarie alla formazione dei giovani scolari.

            Questa di cui sopra non fu la sola opera  che venne realizzata in quegli anni: altre strutture pubbliche, meno imponenti ma per questo non meno necessarie furono completate per rendere più agevole la vita dei cittadini. Una di queste fu la circonvallazione orientale, a sud-est dell’abitato. Questa strada a forma di un ipsilon collegò contemporaneamente vari rioni; partendo infatti dalla Via Ceserano, allora soltanto una strada campestre che conduceva nei tenimenti in direzione di Sulmona, salendo in direzione ovest e quindi sud-ovest fino alla chiesetta consacrata alla Madonna della Neve, liberò contemporaneamente il rione Schiavonia, Capo Le Capanne e “rrète all’uorte” dall’obbligo di attraversare il centro storico per recarsi nei campi.

            La realizzazione della suddetta importante struttura trasformò anche le abitudini dei cittadini i quali si servirono della stessa per le necessità quotidiane di lavoro, agricolo ed artigianale, semplificando e riducendo i percorsi tra il centro storico e la periferia, dando la possibilità ai mezzi ed agli animali dediti al lavoro dei campi, di accedere ad essi senza attraversare le zone centrali del paese con evidente vantaggio dell’igiene cittadina.

            Per noi  del Rione Schiavonia, l’apertura verso altri quartieri, soprattutto quelli di “Capelecapenne” e “rrète all’uorte”, ben presto ci mise a più stretto contatto con i ragazzi degli stessi, facendo scoppiare aspre rivalità, sfociate poi in vere e proprie battaglie, combattute con ogni mezzo lecito ed illecito, alle quali presero parte anche i giovani; transitare per un altro rione e venendo riconosciuti, dava luogo a contestazioni, subito trasformate in litigi; questi, se si creavano le condizioni adatte, divenivano battaglie che si ingigantivano man mano che la voce correva verso altri ragazzi ai quali non pareva vero poter finalmente menar le mani.

            Il terreno era quello nel quale si era accesa la mischia; poi c’era “l’avanzata” a seconda delle forze in campo. Le armi erano le più disparate: bastoni, fionde, “zaurrate”, cinghie tolte dai pantaloni al momento, facendo cadere questi ultimi fino in fondo alle gambe, con grande sollazzo della parte avversa.

            Venivano fatti anche i prigionieri, cioè coloro che malauguratamente si facevano sorprendere isolati; costoro venivano legati e tenuti in ostaggio fino al termine della battaglia.

            Non veniva disdegnato anche l’uso della bocca: infatti molti erano coloro che riportavano morsi tremendi, fino al sangue!

            Ovviamente, durante queste cruente battaglie, la zona era intransitabile perché i sassi, scagliati  con le fionde da tiratori molto abili, assumevano velocità incredibili e guai erano per coloro che malauguratamente venivano colpiti da tali micidiali proiettili.

            La cessazione delle ostilità avveniva per la calata delle ombre della sera che non permetteva più di individuare i bersagli sui quali scagliare i sassi, oppure per consunzione, cioè per la mancanza dei combattenti i quali, man mano che le mamme li chiamavano, abbandonavano le linee e facevano rientro nelle loro abitazioni per la cena, stanchi e sudati.

            I residui degli  “eserciti”, coloro che restavano in campo fino al termine della battaglia, infine, si riconciliavano non senza aver prima discusso sull’esito del combattimento; all’uopo si contavano i feriti, i prigionieri e i disertori; fatta la conta degli elementi suddetti si attribuiva la vittoria. Ovviamente, la schiera perdente si riprometteva di sfidare quella vittoriosa ad altro combattimento che probabilmente si sarebbe  svolto...il giorno dopo.

            Il giorno dopo, a scuola, si raccontavano ai compagni di classe le gesta del giorno avanti, mostrando fieramente bernoccoli, graffi, “frèute” ed ematomi vari, compresi gli strappi ai vestiti che le mamme o sorelle non avevano avuto il tempo di rammendare.

A conclusione voglio qui riportare una bellissima poesia in dialetto pratolano scritta molti anni fa dal nostro poeta concittadino Zeffiro Di Loreto che tratta, appunto, delle “uerre pratulane”.     Detta poesia, molto suggestiva e colorita, rievoca le suddette guerre rionali combattute tra i ragazzi dei vari rioni di Pratola:

LA UERRE PRATULANE

             La uèrra pratulane l’èmme fatte da quatrèie

            ammònt i abballe  pè lla ruèlle;

            Sendìve azzunà le prètate: “uiie! uèie!”

            i ngòcce i mbacce ìvene a ffa rrelle.

            Che zavurrate! che freute! che strije!

            I se stregnè la battaije i l’accerrijje,

            chi stregnè nganne i chi scarcè capije,

            a mùcceche, a ciangate, a sbattentèrre,

            a spetaccia cammisce, a cendrenète,

            a tripp i lengua fore i a vava mmocca,

            scavecetrènne come i dannète.

             Tutta ssa uèrre me nen ze fernève

            se nge se mettè mmiezze Zè Flumène;

            allore a ogni parte s’allucchève:

            “Fermèteve! ca Zè Flumène è p.....!

            “chi la scò...ciabbusche!!!”

            “I ciabbuschève”.